Omosessuali, coppie di fatto, associazioni o anche solo persone indignate dalla massa di soldi che verrà spesa a Milano per la visita del Papa invece che per i terremotati: un'ampia fetta della cittadinanza dimostrerà nel week end il suo dissenso
C'è chi si chiuderà in casa ad ascoltare death metal e chi scapperà al mare, chi andrà al Teatro Ringhiera per una giornata dedicata al ricordo di Fabio Chiesa e infine chi si muoverà solo con la app iPapa sott'occhio. Milano spalanca le porte al Papa, ma non per tutti la visita del Pontefice è un buon segno o un evento rilevante. Una parte di Milano lotta su tanti fronti che Benedetto XVI non considera o peggio mortifica, e approfitterà della sua visita per ricordarli al resto della cittadinanza.
Il primo a essere stato bollato come "poco sensibile" è proprio il primo cittadino di Milano, Giuliano Pisapia, che qualche giorno fa ai microfoni di Radio Popolare ha osato dare un'accelerata all'argomento scottante (per la Chiesa) della regolarizzazione delle coppie di fatto:
"Se entro questo anno il consiglio comunale non deciderà, assumerò io personalmente con la mia giunta la decisione sul registro delle unioni civili. Dopo il Papa ci saranno il Dalai Lama e tanti altri, noi abbiamo attenzione per tanti mondi diversi e poi prendiamo le nostre decisioni".
Proprio di questi tempi lo scorso anno la sua giunta ereditava dal periodo Moratti un bilancio comunale con un buco da 500 milioni di euro, e certo non è stato facile in questo primo anno di governo della città far quadrare i conti e far passare provvedimenti poco popolari come l'aumento delle tariffe dei mezzi pubblici. La visita del Papa - che oltre che essere capo spirituale della Chiesa cattolica governa anche il materiale Stato del Vaticano - ha un costo molto alto per l'amministrazione locale: a fare il punto è lo UAAR, che riporta che il Comune ha stanziato 3,1 milioni di euro di soldi pubblici per servizi quali il potenziamento dei mezzi pubblici e il servizio di sicurezza, mentre la Regione ha elargito per l'occasione 2 milioni di euro, cifre a cui vanno ad aggiungersi finanziamenti di banche e aziende. In un momento in cui in Emilia si affrontano le conseguenze delle ultime scosse di terremoto, il malcontento contro il giro di soldi mosso dalla visita di Benedetto XVI va a sommarsi a quello contro la parata del 2 giugno.
Un segnale di umiltà a proposito è arrivato invece dal Gay Pride nazionale, che quest'anno si tiene il 9 giugno a Bologna e ha optato per una versione più ridotta della parata che permetta di raccogliere fondi per le vittime del sisma. Sempre dal mondo gay lgbt arriva una forte opposizione alla visita del Papa, che ha sempre ribadito un "no" molto netto alle unioni omosessuali e addirittura nel 2008 è riuscito a bloccare l'abolizione della pena di morte per omosessualità proposta dall'Onu.
A Milano le iniziative arcobaleno e non per dimostrare il proprio dissenso alla visita del Pontefice sono tante: si comincia sabato un sit-in anticlericale in piazza XXIV Maggio per la libertà d'espressione e contro la "tanto onorata e costosa visita del Papa"; domenica il Comitato Arcobaleno organizza "Pensieri laici sulle famiglie" a partire dalle 15 ai giardini di via Palestro; per tutto il week end infine raccolta firme a tappeto di Milano Radicalmente Nuova, che promuove cinque proposte di delibera di iniziativa popolare per un modello di "città aperta e laica, dove i più diversi tipi di famiglia, di amore e di stili di vita possano convivere nel nome della libertà e responsabilità di scelta".
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