dalla Redazione di Liquida
La rabbia dei pescatori e i primi arresti per il blocco tir
Continuano le proteste per il caro gasolio: quella che sembrava una tranquilla protesta dei pescatori davanti a Montecitorio, si è trasformata in uno scontro con la polizia. Primi arresti tra manifestanti che hanno preso parte al blocco dei tir
Dopo la rabbia dei tassisti e quella dei camionisti, esplode quella dei pescatori. Riuniti davanti a Montecitorio - e provenienti da tutta Italia per quella che doveva essere una protesta pacifica - la manifestazione si è trasformata in uno scontro con la polizia, con lancio di petardi e bombe carta.
Cinque persone sono rimaste ferite di cui due trasportate in ospedale.
Nicola Tedeschi, pescatore di Trani, ha spiegato così i motivi della protesta che lo hanno portato insieme a diverse centinaia di colleghi davanti alla Camera:
"La pesca nel nostro mare è diventata come il gratta e vinci: io vado a pescare e non so cosa prenderò ma la spesa è sempre la stessa.In Francia, i nostri colleghi hanno ottenuto un accordo per pagare il gasolio 40 centesimi per dieci anni...e da noi? Ci hanno messo a terra".
Antonio Sardone, di Livorno, ha spiegato che "uscire in mare mi costa 200-300 euro al giorno - e aggiunge - . "E se dopo 40 anni di pesca volessi vendere il mio peschereccio? Chi lo compra con questa situazione?"
Le Forze dell'ordine intanto hanno effettuato cinque arresti di manifestanti che hanno partecipato nei giorni scorsi ai blocchi stradali lungo la rete autostradale di Caserta. Tutti residenti nel Salernitano, a bordo di un Fiat Doblò, da Palma Campania hanno inseguito un tir entrato sull'A30 al casello di Pagani-Nocera e diretto a Caserta, costringendolo più volte verso il lato destro della carreggiata per convincerlo a fermarsi.
Altri due manifestanti che hanno malmenato un autotrasportatore che aveva superato, senza fermarsi, il presidio dei camionisti sulla strada che collega Taranto a Bari, sono stati arrestati a Massafra, in provincia di Taranto.
I presidi degli autotrasportatori continuano soprattutto in Calabria dove si fa sempre più critica la situazione degli approvvigionamenti dei prodotti di prima necessità come latte, farina e uova e dei carburanti.
Approfondisci: Repubblica: Blocco Tir, camionisti fermati
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