Schettino e De Falco, il Web si indigna e si divide
Dalle telefonate tra Schettino e la Capitaneria emergono nuovi particolari sull'abbandono della nave da parte del capitano. Intanto il gip non ha convalidato il fermo e ha concesso i domiciliari al Capitano che sarà sottoposto a test tossicologici
Il Fatto quotidiano pubblica le tre telefonate tra il Capitano Francesco Schettino e la capitaneria di Porto di Livorno e le comunicazioni via radio intercorse dopo la collisione.
Il primo contatto risale alle 21:49: il Concordia era già sulla secca dove si trova tutt'ora. Cinque minuti dopo, la sala operativa di Livorno sollecita ancora una volta il Concordia dopo aver ricevuto comunicazione dai carabinieri di Prato di un contatto con un passeggero che annuncia il naufragio.
"Concordia, chiediamo se da voi è tutto ok", chiede il comandante di turno "Solo un problema tecnico" "Ci comunicate la vostra posizione?" "Abbiamo solo un problema tecnico e non siamo in grado, ma appena risolto vi comunichiamo noi".
Da quel momento in poi tutte le chiamate verso il Concordia, via radio, resteranno senza risposta.
Alle 0:32 il comandante e già sullo scoglio. "Quante persone ci sono a bordo?" "Due, trecento", risponde Schiettino. La nave è in realtà piena, sono in 4.200, tra passeggeri più l'equipaggio. Sono trascorsi 40 minuti dall’ordine di evacuazione. "Torno sul ponte, vado a vedere".
La seconda telefonata è alle 0:42:
"Quanta gente deve scendere", chiede la Capitaneria "Ho chiamato l’armatore e mi dicono che mancano una quarantina di persone".
Sarà il comandante dei vigili del fuoco di Grosseto a riferire al Procuratore che in quel momento il comandante si trovava già sugli scogli insieme ad altri ufficiali.
"Com’è possibile così poche persone? Ma lei è a bordo?" "No, non sono a bordo perché la nave sta appoppando, l’abbiamo abbandonata" "Ma come, ha abbandonato la nave?" "No, ma che abbandonata, sono qui".
All'1:46 la terza telefonata:
"Parlo con il comandante?" "Sì, sono il comandante. Si sono Schettino" "Allora, lei adesso torna a bordo, risale la bigaccina e torna a prua e coordina i lavori". "Lei mi deve dire quante persone ci sono, quanti passeggeri, donne e bambini e lì coordina i soccorsi" "Sono a bordo…. ma sono qui" "Comandante questo è un ordine, adesso comando io, lei ha dichiarato l’abbandono della nave e va a coordinare i soccorsi a prua. Ci sono già dei cadaveri" "Quanti?", chiede Schiettino. "Dovrebbe dirmelo lei. Cosa vuole fare, vuole andare a casa? Lei ora torna sopra e mi dice cosa si può fare, quante persone ci sono, e di cosa hanno bisogno" "Va bene, sto andando"
Secondo la Capitaneria però il Capitano non tornò mai a bordo.
In una seconda tranche della telefonata con il capitano De Falco, Schettino tenta di giustificare l'abbandono della nave:
"Io non ho abbandonato nessuna nave, è che la nave ha sbandato di colpo e siamo stati catapultati in acqua"
Il Comandante della Concordia oggi è stato ascoltato dal gip di Grosseto nel corso dell'udienza di convalida del fermo. Durante l'interrogatorio Schettino avrebbe nuovamente negato l'abbandono della nave, confermando la sua presenza in plancia al momento dell'impatto con gli scogli e sostenendo di essere stato determinante nel salvataggio dei passeggeri. Secondo quando riportato dai legali della Costa Crociere, Schettino avrebbe "rivendicato il suo ruolo nella direzione della manovra della nave dopo l'urto che ha prodotto il risultato di salvare migliaia di vite umane".
Il gip non ha convalidato il fermo e ha concesso a Schettino gli arresti domiciliari. Il Capitano è quindi tornato nella sua casa a Meta di Sorrento ma si dovrà sottoporre ad esami tossicologici su urine e capelli per accertare l’eventuale assunzione di sostanze stupefacenti.
Schettino avrebbe ribadito ai magistrati di "non aver abbandonato la nave", precisando di esser stato impossibilitato a risalire a bordo a causa della forte inclinazione:
"La nave dopo l'urto con lo scoglio ha avuto uno sbandamento di 90 gradi. Non potevo risalire sopra"
Il Capitano anche dato spiegazioni sulla scelta della rotta, che ha fatto impattare al Concordia lo scoglio de Le Scole, davanti al Giglio:
"La rotta per il saluto al Giglio era stata tracciata fin dalla partenza, da Civitavecchia. L’ufficiale di rotta mi aveva avvertito: 'Occhio allo scoglio'. Ma io lo avevo già fatto almeno altre tre o quattro volte, mi sentivo sicuro... Ero alla guida della nave. Il pilota teneva il timone al mio fianco e io davo gli ordini. C’era un punto in cui dovevo virare a destra per evitare gli spuntoni ma non ho fatto in tempo. Ci siamo avvicinati troppo e quando la nave ha cominciato la virata, la poppa ha preso lo scoglio sulla fiancata sinistra e ha avuto uno scossone....Non è vero che sono scappato. Ero caduto accidentalmente fuori dalla nave sul tetto di una scialuppa e non sono più riuscito a risalire perché la scialuppa è rimasta appennellata, sospesa. Poi sono rimasto su uno scoglio del Giglio a coordinare le operazioni di sbarco, se avessi voluto fuggire lo avrei fatto...".
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Roma, 2 gen. - (Adnkronos) - "Guardi Schettino che lei si è salvato forse dal mare ma io la porto veramente molto male... Vada a bordo, c...zo!!". E' questa convulsa... continua