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  • Notizia del dalla Redazione di Liquida

    Smart drugs: le nuove droghe sintetiche degli adolescenti

    Smart drugs o droghe furbe. Così i Carabinieri del Nas hanno chiamato le sostanze di sintesi sequestrate nelle ultime operazioni. Simili alla canapa indiana, hanno gli stessi effetti delle droghe tradizionali ma si tratta di scarti pericolosi

    Smart drugs: le nuove droghe sintetiche degli adolescenti

    © Chris Hondros/Getty Images News

    Approfondisci: Quotidiano sanità: Smart Drugs. Operazione Nas

    Le cosiddette smart drugs sono droghe prodotte da scarti di laboratorio. Sono simili alla canapa indiana, hanno gli stessi effetti delle droghe tradizionali ma si tratta di sostanze deodoranti o profumazioni per ambienti dagli effetti allucinogeni che possono essere acquistate dai minorenni direttamente nei distributori automatici dei negozi che li commercializzano. Le materie prime arrivano dalla Cina, spiega Panorama:

    "Vengono lavorate e miscelate con altre sostanze sintetiche fino ad ottenere un composto simile alle spezie utilizzate comunemente in cucina per aromatizzare le pietanze. Poi, confezionate in sacchetti di pochi grammi ciascuno vengono inserite direttamente nei distributori automatici o venduti dai titolari delle erboristerie. Pochi euro - meno di dieci- e per i ragazzi è possibile “farsi” in tutta tranquillità, senza il rischio di essere identificati dalle forze dell’ordine come assuntori di droghe"

    La preoccupazione per l'incremento del loro consumo e per la diffusione in Rete sta crescendo in Italia. I Nas hanno cominciato la prima operazione contro contro le catene di smart shop tra Torino, Campobasso, Roma e Frosinone. Il Corriere spiega che gli smart shop sono negozi con prodotti di erboristeria o fertilizzanti che, sotto l'irreprensibile veste di profumatori ambientali, distribuivano cannabinoidi sintetici. 

    Queste nuove droghe sono consumate da giovani e giovanissimi e viaggiano tra mura scolastiche e pareti domestiche, sconosciute, ma dannose, come ha spiegato anche Giovanni Serpelloni, del dipartimento delle Politiche antidroga di Palazzo Chigi:

    "Si tratta di sostanze prodotte da scarti di laboratorio e dannosissime. Proporremo alla Comunità europea di cambiare il nome in trash drugs per evitare equivoci"

    Diciannove provvedimenti di custodia cautelare sono stati già eseguiti, fra cui sei arresti di titolari di altrettanti negozi che funzionavano da vere e proprie centrali di spaccio.

    Ai domiciliari anche tredici clienti che avevano effettuato acquisti all'ingrosso, probabilmente per rivendere Hurricane a loro volta. Dodici negozi sono stati sequestrati, per un valore commerciale complessivo di circa un milione e mezzo di euro. Ma l'operazione denominata Oro e incenso è tuttora in corso.

     

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